INFILTRAZIONI ACQUA CHI PAGA?

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INFILTRAZIONI ACQUA CHI PAGA?

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Pubblicato da CONSIMMOBILIARE in NEWS · 4 Marzo 2024
Tags: INFILTRAZIONICONSIMMOBILIARE
Quando compaiono delle infiltrazioni d’acqua dal tetto o da altre possibili concause su parti comuni è possibile chiedere il risarcimento danni. In questa guida vi spieghiamo come fare, chi paga e quando serve l’intervento dell’amministratore di condominio.

Tra le diverse cause che possono creare disagi e spesso e volentieri litigi in condomino senza dubbio sono quelle provenienti da infiltrazioni d’acqua dal tetto sul soffitto e le pareti. Questo fenomeno può causare muffa e aumentare l’umidità oltre che danneggiare l’immobile interessato.

Per chi abita in condominio serve innanzitutto stabilire qual'è la causa delle infiltrazioni poi procedere alle riparazioni e, infine, chiedere il rimborso di quanto speso al responsabile.

Ma cosa succede se le perdite non dipendono da un condomino ma da dalle parti comuni dell’edificio? Chi sarà a pagare in questo caso?  Per rispondere a queste ed altre domande sulle infiltrazioni in  condominio dobbiamo anfare con ordine.

Bisogna distinguere due ipotesi:
  1. se l’infiltrazione d’acqua deriva dall’appartamento di sopra o adiacente (ed è quindi provocato da un altro condominio);
  2. se  l’infiltrazione proviene dal tetto, quindi da uno spazio di pertinenza  dell’intero condominio perché compreso nelle “parti comuni”

L'articolo 2051 del Codice civile recita:
Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.”

Sulla scora di quanto sopra detto ogni proprietario o inquilino in affitto è responsabile delle  cose che ha in custodia ed è tenuto a pagare gli interventi di  manutenzione e i danni provocati dalle infiltrazioni di tasca propria.

Esiste però una condizione: ▼
i danni da infiltrazioni non devono essere dovuti al caso fortuito, ovvero a situazioni eccezionali che non  potevano in alcun modo essere previste esempio eventi atmosferici di eccezionale potenza.
Il proprietario dell'immobile danneggiato non potrà sottrarsi al  pagamento se ha omesso volontariamente la manutenzione della propria abitazione.

Al contrario, se l’infiltrazione d’acqua proviene dal tetto condominiale quindi non appartiene a nessun condomino – a pagare sarà l’intero condominio.
Ma chi paga nei casi in cui non è chiaro di chi sia la responsabilità dell’infiltrazione? Per rimediare a questo problema, la Corte di cassazione ha stabilito che, in caso di dubbio, i danni sono a carico  del condominio in parti uguali.

Danni da infiltrazioni: come si calcolano
Quando si verifica una infiltrazione d’acqua in appartamento i danni  possono essere più o meno gravi . Dal  punto di vista economico le spese legate alla riparazione del danno e  al ripristino dell’intonaco sono a carico del proprietario  dell’appartamento danneggiato. Per ragioni di comodità queste spese di  solito vengono anticipate da chi esegue i lavori e chiama tecnici e  idraulici, salvo poi chiedere il rimborso di quanto speso al responsabile. Per farlo è indispensabile conservare le fatture di  quanto speso da mostrare al soggetto tenuto al rimborso, quindi all’intero condomino o all’inquilino da cui provengono le perdite.

Lettera all’amministratore di condominio per infiltrazioni: cosa scrivere
Dal momento in cui l’idraulico, o altro tecnico, quantifica il danno bisogna agire in fretta perché secondo la legge italiana il diritto al risarcimento si prescrive dopo 5 anni dal giorno in cui si è verificato  l’evento dannoso. In altre parole dal giorno in cui le infiltrazioni  d’acqua si sono manifestate per la prima volta.
Se le cose vanno per le lunghe e se il responsabile del danno non ne  vuole sapere di risarcire il danno potrebbe essere necessario inviare  una lettera di diffida all’amministratore di condominio. La cosa fondamentale è che la lettera abbia al suo interno l’esplicito sollecito di pagamento delle somme dovute.

Per scrivere correttamente una lettera diffida al pagamento dei danni da infiltrazioni è necessario indicare:

  • il nominativo del danneggiato;
  • l’entità  delle spese da risarcire (sia per i lavori di manutenzione che per gli  eventuali danni arrecati a mobili o altre pertinenze della casa);
  • le generalità della persona che ha provocato il danno;
  • il sollecito a pagare quanto indicato entro il termine indicato.

Se il tempo concesso trascorre  inutilmente a quel punto l’unico modo per rivedere i propri soldi  potrebbe essere rivolgersi ad un avvocato e adire le vie legali. Una  soluzione lunga e spesso costosa e che quindi è meglio evitare, sempre  che si riesca a risolvere la questione fuori dalle aule di tribunale.  


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